Nemmeno un abbraccio a Xi

Si incontrano i leader di Cina e India, Modi va cauto con Pechino
12 AGO 20
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Lo “hug bear”, l’abbraccio caloroso da orso con cui il premier indiano Narendra Modi due settimane fa ha sorpreso il composto primo ministro giapponese Shinzo Abe, non si è ripetuto con Xi Jinping. Il presidente cinese ha iniziato ieri una visita di tre giorni in India ad Ahmedabad, nello stato del Gujarat, con promesse di investimenti multimiliardari e una certa sensazione di disagio. Modi aspettava Xi sotto il portico dell’hotel Hyatt, e i due si sono scambiati una stretta di mano che i media indiani hanno definito “calorosa”. Niente abbracci per Xi, ma un cambio d’abito: il presidente cinese si è tolto la giacca e ha indossato una delle casacche a mezze maniche che Modi porta abitualmente. I due leader hanno firmato alcuni memorandum di cooperazione commerciale, e altri ne arriveranno oggi e domani: la Cina ha promesso di investire nello sviluppo indiano 100 miliardi di dollari nei prossimi anni.
Modi, che è un utilizzatore compulsivo di Twitter, ha cinguettato più volte per elogiare l’armonia tra Cina e India, ma rispetto all’incontro recente con Abe ci sono molte differenze evidenti, a cominciare dagli accordi che sono saltati, come quello sulle facilitazioni doganali (i due paesi ancora si affrontano militarmente in Nepal) e dai molti non detti sull’atteggiamento aggressivo della Cina nel continente. Due settimane fa Modi aveva condannato le tendenze “espansioniste” di alcuni paesi asiatici, ed era facile capire a quale si riferiva. Ieri ha portato Xi Jinping a visitare la casa di Gandhi, e anche questo ad alcuni è parso un messaggio. Il gioco a tre tra Cina, Giappone e India è appena iniziato, e molto dipenderà da che parte vorrà stare Modi.